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Da IULM e Montepaschi nuova ricerca congiunta sull'arte: il mercato dell'arte ritrova la via dell'ottimismo

Comunicato stampa finanziario

27/10/2010 15:05

I numeri delle aste internazionali e le opinioni dei galleristi confermano il tentativo di ripresa del mercato artistico dopo il periodo di crisi

Milano – In occasione dell’incontro “IVA e Diritto di seguito: altre zavorre per il Mercato dell’Arte italiano?” avvenuto in data odierna presso l’università IULM (Corso di Laurea Magistrale in Arti, Patrimoni e Mercati) è stato presentato uno studio che ha l’obiettivo di misurare il mercato dell’arte.

Nell’ambito del Corso di Mercato dell’arte e dell’antiquariato tenuto dal professor Giancarlo Graziani, il Ce.St.Art. (centro studi economici e giuridici sull’arte)- IULM e Banca Monte dei Paschi di Siena hanno realizzato una ricerca finalizzata a studiare gli investimenti in pittura antica, moderna e contemporanea. L’Università ha seguito le compravendite sul mercato primario dell’arte antica, moderna e contemporanea, analizzando le transazioni nelle gallerie, e la banca ha analizzato il mercato secondario, studiando i risultati delle aste internazionali. Particolare attenzione è stata rivolta ai vincoli normativi e fiscali del mercato italiano (oggetto del convegno) e al comparto dell’Arte Antica.

Alla presentazione dei risultati della ricerca presenti Mario Negri, Preside della Facoltà di Arti, Mercati e Patrimoni della Cultura, Pietro Ripa, dirigente addetto dell’Area Pianificazione, Research e Investor Relations della Banca Monte dei Paschi di Siena e Stefano Stanzani, responsabile scientifico Ce.St.Art.

Questi i principali punti della ricerca:

  • Il positivo clima di fiducia che da inizio anno ha pervaso il mercato dell’arte è proseguito anche al terzo trimestre 2010, a sostegno dell’ipotesi che la crisi che ha duramente colpito il mercato nel 2009 sia ormai superata: nel confronto III trimestre 2010/ III trimestre 2009 il MPS Global Painting Art Index è in progresso del 6,3%.
  • Ottima la performance del comparto dei Dipinti antichi: tra il III trimestre 2010 e il III trimestre 2009 il MPS Art Old Masters & XIX sec. Index fa registrare un aumento del 32,2%; stabili, invece, il MPS Art Prewar Index ( 0,2%) e il MPS Art Postwar Index (-3,6%).
  • Nei primi 9 mesi del 2010 si sono registrate complessivamente in tutti e tre i comparti analizzati, variazioni a/a del fatturato nettamente positive: Old Masters & XIX sec. 34,9%, Prewar 147,8%, Postwar 58,0%.
  • La dinamica dei prezzi medi riflette il nuovo atteggiamento di prudenza sulle vendite finalizzato a limitare i tassi di unsold con una contrazione per tutto il 2008 fino alla prima metà del 2009, seguita da un costante rialzo fino al I trimestre 2010, e infine una stabilizzazione del prezzo medio fino al III trimestre 2010.
  • Nel 2009 l’Arte Antica ha ottenuto una performance assoluta migliore dell’Arte Contemporanea. Oltre al buon andamento dei dipinti antichi, si riscontra un interesse crescente per i disegni, dalla base d’asta generalmente più economica, gli arredi, le porcellane e i libri antichi: nel confronto III trimestre 2010/ III trimestre 2009 il MPS Antiquities Index è in aumento del 30,5%.
  • I Cestart indices mettono in luce un calo del numero di scambi tra il 2005 e il 2010 molto più marcato per l’Arte Antica che per il Postwar. Relativamente alla dinamica dei prezzi, invece, le opere antiche mostrano una certa stabilità e resistenza al calo in confronto a quelle di arte moderna e contemporanea, in cui l’andamento a campana del prezzo è sintomatico di una bolla speculativa. Per i prossimi mesi le aspettative espresse dalla maggioranza dei dealers antiquari indicano un miglioramento della dinamicità complessiva del mercato dell’Arte Antica: i giudizi più favorevoli riguardano il segmento dei mobili antichi, mentre negative sono le previsioni relative alla scultura antica.
  • Concentrando l’attenzione sul contesto italiano, va sottolineato che il regime di tassazione sulle opere d’arte risulta fortemente penalizzante: le aliquote IVA sono più elevate rispetto a quelle di molti altri Paesi, e lo schema regressivo del diritto di seguito svantaggia i proprietari delle opere di minor valore.