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Friuli Venezia Giulia, la crisi viene da Est. L'elevata dipendenza commerciale con l'Europa Orientale penalizza tutti i comparti In affanno anche i distretti agroindustriali, nota positiva nel 2008, che confermano un 2009 da dimenticare. PIL 2010 atteso

Comunicato stampa finanziario

23/10/2009 09:16

La ricerca condotta dall’Area Research&Intelligence di BMPS stima per il PIL del Friuli Venezia Giulia una dinamica sostanzialmente in linea con l’evoluzione attesa per il dato nazionale: forte contrazione nel 2009 (-4,85% a/a) e lenta fase di ripresa nel 2010 ( 0,39% a/a). Le ultime evidenze ufficiali sulla congiuntura regionale delineano un quadro poco favorevole: a fine 2008, il Friuli ha registrato il calo del PIL più marcato tra le regioni del Nord Est (-1,2% vs -0,8% a/a); nel primo semestre del 2009 le esportazioni della regione hanno subito una flessione appena più contenuta di quella registrata a livello nazionale (-23,4% vs -24,2% a/a), concentrata all’interno del settore manifatturiero.

Ecco nel dettaglio i principali punti della ricerca di BMPS:

  • Nel Nord Est la caduta del Pil nel 2008, secondo gli ultimi dati ufficiali, è stata inferiore alla media nazionale (-0,8% contro -1%). All’interno dell’area, il Friuli Venezia Giulia è la regione che ha mostrato il calo più marcato (-1,2%). Complessivamente le ore di CIG autorizzate nella regione fra gennaio e settembre 2009 sono aumentate di 2,9 volte su base annua (3,5x in Italia); se rapportate alle unità lavorative territoriali, risultano significativamente inferiori al dato nazionale.
  • Nel Friuli Venezia Giulia il settore dei servizi ha un peso sul valore aggiunto molto più elevato rispetto al Nord Est (71,3% vs 65,5%); l’incidenza dell’industria in senso stretto, invece, risulta inferiore (22,1% vs 25,8%) e più in linea con il dato nazionale (20,7%).
  • In termini di variazione del valore aggiunto regionale nel 2008, l’unico dato positivo proviene dal comparto agricolo, con una crescita a/a di oltre il 17%, la maggiore in assoluto in ambito nazionale. Le più recenti evidenze riferite al secondo trimestre 2009 mostrano però una marcata contrazione delle coltivazioni vegetali e dell’attività di allevamento, comune peraltro anche al resto della penisola, accompagnata anche da un calo significativo dei prezzi alla produzione; indicazioni confortanti solo dall’andamento della vendemmia 2009.
  • L’apertura al commercio estero del Nord Est e del Friuli è decisamente superiore alla media del territorio italiano. Tale grandezza (approssimata dal rapporto fra la somma di export ed import del territorio e l’ammontare annuo del PIL) sta comunque risentendo della crisi economica globale; peraltro il Friuli è l’unica regione del Nord Est che ha registrato un aumento dell’indice tra il 2007 e il 2008.
  • Negli ultimi anni, i flussi di export dal Friuli verso i paesi orientali di recente ingresso nella UE e verso la Croazia, già tradizionalmente sviluppati, hanno ulteriormente accresciuto il loro peso sul valore aggiunto; la quota regionale è sensibilmente superiore a quelle del Nord Est e dell’Italia.
  • I dati più recenti comunicati dall’ISTAT con riferimento al primo semestre 2009 evidenziano una rilevante flessione delle esportazioni italiane (-24,2% a/a); in particolare il Friuli ha mostrato un calo del -23,4% a/a, più marcato di quello registrato nel Triveneto (-20,9%) e principalmente imputabile ai prodotti della siderurgia, ai macchinari e apparecchi n.c.a., ai prodotti delle altre attività manifatturiere e ai mezzi di trasporto (in questa branca confluisce anche la cantieristica navale).
  • Il calo del PIL nel 2008 registrato dal Friuli, superiore alla media nazionale, e la tendenza, emersa negli anni più recenti, verso la progressiva riduzione del divario tra le variazioni su base annua del dato regionale e nazionale portano a stimare, sia per il Friuli che per l’Italia, una flessione intorno al -4,9% nel 2009, seguita nel 2010 da una lenta fase di ripresa ( 0,4% circa). L’area del Nord Est dovrebbe far registrare risultati relativamente migliori (rispettivamente, -4,6% e 0,9%).