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Materie prime italiane in calo del 3.1% in un mese. A livello mondiale giù il prezzo della soia, su il cotone

Comunicato stampa finanziario

27/07/2009 15:14

Osservatorio mensile Materie prime e Borse merci

In Italia inversione di tendenza rispetto al mese scorso, spingono al ribasso gli agricoli (-5.4%) e i combustibili (-5.2%), cresce invece il tessile ( 1.2%)
A livello mondiale correzione al ribasso del petrolio (-6.7%), male la soia (-12.6%)
In aumento i prezzi di cotone ( 22%), zucchero ( 19.2%) e cacao ( 14.8%)

Siena – Secondo il rapporto periodico elaborato dall’Area Research del Gruppo Montepaschi che analizza l’andamento delle principali borse merci italiane tra cui Firenze, Prato, Biella, Padova, l’indice Sintetico Borse Merci (ISB) segnala, nell’ultimo mese, un calo del 3.1% del prezzo delle materie prime trattate nelle principali piazze italiane.
In particolare, l’ISB Agricoltura si contrae del 5.4% guidato da frumento tenero (-10.9%) e suini (-10.3%) mentre in controtendenza è il solo frumento duro ( 4.3%); notevole anche l’apporto di l’ISB Combustibili (-5.2%) con il gasolio da autotrazione in calo del 6.1%. L’ISB Tessile, invece, è cresciuto dell’1.2% a causa dell’aumento del 4.0% del prezzo della lana australiana su Biella.
Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l’ISB Totale è calato del 19.7% con contrazioni per tutte le 3 componenti: Combustibili -27.7%, Agricoltura -21.3%, Tessile -7.1%; tra le sottocomponenti cereali, carne suina e gasolio segnano tutte riduzioni superiori al 20%.
A livello mondiale, i prezzi delle commodity da una parte sono spinti da aspettative di ripresa e speculazione, dall’altra soffrono i fondamentali deboli.
Tra gli agricoli continua il rally dello zucchero ( 19.2% mensile) sostenuto dalla scarsa produzione così come il cacao ( 14.8%), bene il caucciù ( 9.7) grazie all’industria automobilistica cinese; la soia (-12.6%) soffre le previsioni di raccolti record in USA e le possibili vendite cinesi; il balzo del cotone ( 22.0%) è imputabile alla crescita della domanda cinese e agli scarsi raccolti indiani.
Tra i metalli il rame ( 6.5%) è sostenuto dalle basse scorte ma ci si attende una correzione al ribasso; un aumento dei consumi ha spinto il nickel ( 6.9%); il prezzo del petrolio (-6.7%) soffre, tra gli altri, il dibattito sull’attività speculativa e la trasparenza del mercato, permane la debolezza della domanda e occorrerà tempo prima che si torni sui livelli del 2008.
Riguardo le prospettive, il Baltic Dry Index che misura il costo dei noli marittimi per il trasporto di merci secche (come cereali, metalli, carbone) lungo 26 rotte commerciali e che è considerato un buon anticipatore del prezzo delle materie prime e di conseguenza anche del ciclo economico ha segnato -13.7% nell’ultimo mese.
Gli ETF legati alle materie hanno segnato nello stesso periodo una performance media di -4.7%.