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Pubblicazioni

L'attività editoriale della Banca ebbe inizio già a fine Ottocento con la pubblicazione degli Statuti o Capitoli del Monte dei Paschi di Siena e proseguì con la monumentale storia dell'Istituzione in nove volumi che fu curata da Narciso Mengozzi; ha poi registrato un intenso sviluppo soprattutto nella seconda metà del secolo scorso.

Nel periodo che intercorre da allora fino ad oggi, le scelte editoriali della Banca sono state ispirate a due criteri: da un lato quello dell'attenzione al rigore scientifico dei contenuti e alla qualità delle opere, dall'altro quello del prevalente raccordo a tematiche riguardanti i territori e le comunità di più diretto riferimento.

Di tutto ciò le schede qui consultabili, pur limitando la scelta solo ad alcune tra le più importanti pubblicazioni realizzate dall’anno 2000 in poi, rendono ampia testimonianza, offrendo all'attenzione degli esperti e del pubblico in genere un patrimonio documentario e iconografico di elevato pregio e di grande qualità.

La Banca Monte dei Paschi di Siena è orgogliosa della sua attività editoriale che dà evidenza alla propria vocazione per la promozione e per il sostegno delle attività culturali. Vocazione, che si traduce, come è ben noto, anche in interventi di supporto alle iniziative artistiche e musicali proposte da istituzioni di riconosciuto prestigio nazionale e internazionale, e nella diretta proprietà di un patrimonio di beni culturali di inestimabile valore.

Il Monte nel Novecento | 1929 - 1995
Il Monte nel Novecento | 1929 - 1995

di PIER FRANCESCO ASSO e SEBASTIAMO NEROZZI con schede tematiche di ROBERTO BARZANTI – 24 ORE Cultura, 2014

Il Monte nel Novecento. 1929-1995 si affianca al volume I secoli del Monte. 1472-1929 (2012) proseguendo la ricerca storica sulla banca senese. I professori Pier Francesco Asso (Università di Palermo) e Sebastiano Nerozzi (Università di Palermo), prendendo in esame una vastissima ed inesplorata documentazione, si sono proposti di offrire una storia istituzionale del Monte nei decenni tumultuosi del “secolo breve”, dalla crisi del ’29 fino alle dinamiche della globalizzazione finanziaria degli anni Novanta.

Le vicende del Monte sono seguite dall’interno, mettendo in luce l’evoluzione del suo modo di fare e di essere banca, di come ha reagito alle fasi critiche, di come nel tempo sono mutate le forme della sua attività di intermediazione. L’analisi è stata condotta basandosi su un’analisi puntuale delle statistiche fondamentali e ripercorrendo i dibattiti sulle decisioni strategiche in seno alla Deputazione Amministratrice. La posizione del Monte è collocata nel quadro dei più generali andamenti dell’economia italiana e del sistema bancario nazionale nel suo insieme.

La dimensione degli investimenti in titoli, la partecipazione al finanziamento del debito pubblico e allo sviluppo dei mercati finanziari, l’incremento del livello di internazionalizzazione sono alcuni dei principali temi approfonditi nei sei capitoli in cui l’opera si suddivide: gli anni Trenta con il salvataggio delle banche toscane e la trasformazione in Istituto di credito di Diritto pubblico;  gli anni Quaranta con il passaggio della Guerra e gli accesi confronti politici sui criteri da seguire nelle nomine dei vertici amministrativi;  gli anni Cinquanta caratterizzati da un periodo di stabilità che porta a conquistare una larga e solida dimensione;  la crisi degli anni Settanta e il successivo avvio di processi di diversificazione operativa, con la marcata internazionalizzazione e le riforme che sfoceranno, nel 1995, nella trasformazione in Società per Azioni. Una storia, quindi, anzitutto economica e strutturale, che del Monte dei Paschi evidenzia la funzione esercitata sia nell’area di più immediata pertinenza che a livello nazionale.

Anche in questo volume, secondo della collana “Vicende e protagonisti del Monte dei Paschi di Siena”, compaiono schede tematiche, curate dal professor Roberto Barzanti (già docente presso le Università di Pisa e di Siena), su momenti, episodi, protagonisti di una presenza che è stata – ed è – anche culturale e fa tutt’uno con una banca impegnata a trovare un fecondo equilibrio tra le antiche radici e le sfide dell’innovazione.
La pubblicazione, corredata da illustrazioni (ad impreziosire le schede tematiche, realizzate per la maggior parte da Andrea e Fabio Lensini) e da numerosi grafici esplicativi, avrà un formato analogo a quello del primo volume (cm. 18,6 x 27,5) e consterà di circa 400 pagine complessive. La realizzazione editoriale è affidata nuovamente all’esperienza e alla professionalità di 24 ORE Cultura S.r.l. (Milano).

Disponibile in formato elettronico per iOS e Android

 

I secoli del Monte | 1472 - 1929
I secoli del Monte | 1472 - 1929

di GIULIANO CATONI con schede tematiche di ROBERTO BARZANTI – 24 ORE Cultura, 2012

Il volume “I secoli del Monte” è la prima parte di un lungo viaggio dedicato alla scoperta di “Vicende e protagonisti del Monte dei Paschi di Siena”. Ne è autore Giuliano Catoni, che con piglio narrativo e sulla scorta di un’imponente documentazione archivistica, segue i non rettilinei svolgimenti che portano dal primo Monte Pio che sorge per volontà del Comune nel 1472 fino alla grande crisi del 1929 adottando il metodo di una storiografia di fatti e persone, che mette in luce gli strettissimi nessi tra l’istituto, la comunità senese, l’area di più consueto riferimento, le iniziative granducali, le riforme statutarie successive al conseguimento dell’unita dell’Italia fino alla crisi e ai mutamenti provocati dall’instaurarsi del regime fascista. “I secoli del Monte” ripercorre e sistema in nuova e piana sintesi le acquisizioni fin qui disponibili e indica vie di approfondimento con una chiara esposizione che si rivolge sia agli specialisti sia a un più largo pubblico, consapevole del valore dell’indagine sul passato. Non per trarne improbabili lezioni o utili ammaestramenti, ma per   ampliare le conoscenze, rivisitare con spirito critico la bibliografia che si è accumulata (a partire dalla monumentale e imprescindibile opera di Narciso Mengozzi) e capire i fondamenti di lunga durata, etici e collettivi, di realtà spesso genericamente ricordate.

Strettamente collegato a questo primo seguirà un secondo volume – “Il  Monte nel Novecento” – di Pier Francesco Asso e Sebastiano Nerozzi. Esso coprirà i decenni che vanno dal 1929 al 1995 e si configurerà preminentemente come una storia dell’evoluzione istituzionale del Monte dei Paschi nel corso del “secolo breve”: una storia “interna”, perciò, concepita per illustrare le modalità della crescita della banca, il suo contributo all’economia toscana e nazionale, le ragioni del suo successo, la sua capacità di rispondere a momenti di criticità e di trasformazione. In essa si evita il rischio spesso ricorrente quando ci si occupa di periodi assai vicini a noi di indulgere a notazioni di carattere cronachistico o personalistico. Il costante obiettivo sarà quello di illuminare situazioni, indirizzi e sviluppi al fine di offrire una ricostruzione complessiva dell’evoluzione dell’istituto.

Curatore editoriale di entrambi i volumi è Roberto Barzanti, che è anche autore di una serie di schede tematiche, di taglio pubblicistico, su momenti e figure che esemplificano l’incisiva presenza del Monte ben oltre i confini di un’attività puramente bancaria: nella committenza artistica,  nel sostegno all’istruzione e alla ricerca, negli interventi di natura sociale. Tali inserti si propongono pure di arricchire il volume con un corredo iconografico di prima mano, selezionato appositamente, contestuali al discorso sul Monte.  Una storia è fatta di molte storie, e di microstorie che portano in luce condizioni ignorate, tentativi audaci, dure angustie, sollecita solidarietà. Dalla Rocca che fu dei Salimbeni si dipartono fili e s’ascoltano voci che conducono lontano dalle stanze del Palazzo e invitano a collocare il vario atteggiarsi del Monte in un vasto reticolo di progetti e di risultati, che è importante riscoprire nella loro autenticità e nel peso che continuano ad avere nella caratterizzazione di una banca ricca di una storia straordinaria.

Pubblicazione di 384 pagine corredata da circa 200 immagini a colori e/o in bianco e nero in un formato di cm. 18,6x27,5, particolarmente congeniale all’opera e adatto alla lettura.

Disponibile in formato elettronico per iOS e Android

 

Ritorno alla luce
Girolamo di Benvenuto

Girolamo di Benvenuto
(Siena, ante 23 settembre 1470 – ante 28 giugno 1524)
Natività di Gesù con San Giovannino
Tempera su tavola, 84,5 x 59 x 3,5 cm
Siena, Collezione Chigi-Saracini, inv. 60 MPS

“La tavola è inserita entro una cornice di legno dorato, risalente agli inizi del secolo scorso. Essa raffigura la ‘Natività di Gesù’ con l’aggiunta di un San Giovannino, che si inginocchia e solleva gli occhi in direzione della Vergine. L’episodio sacro avviene in aperta campagna, appena fuori dalla capanna dove riposano il bue e l’asinello, i quali sono disposti analogamente ai corrispettivi di un’‘Adorazione dei pastori e angeli’ di ubicazione ignota (già a Colonia da Lempertz il 24.11.1995, lotto 402). La Madonna indossa uno sfarzoso orecchino di perla e posa il suo benevolo sguardo su un vispo e grassoccio Bambino, disteso sopra un velo trasparente. La sua iconografia è speculare a quella di una Vergine, dipinta da Pietro di Domenico nell’‘Adorazione dei pastori con i Santi Martino e Galgano’ della Pinacoteca Nazionale di Siena (inv. 279), sulla quale Emil Jacobsen poteva ancora leggere la data “MCCCCC” (C. Brandi, 1933, p. 235).   ”

Estratto di: “Ritorno alla luce.” v1.0 iBooks.
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La Folie Baudelaire
La Folie Baudelaire

di ROBERTO CALASSO - A. Pizzi per ADELPHI Edizioni, 2011

La Folie Baudelaire è ambientato nella Parigi dell’Ottocento e il suo presupposto è rintracciabile in alcune parole di Baudelaire: “glorificare il culto delle immagini”.

Qui lo scrittore non parlava di arte ma di immagini in genere. Il suo culto si riferiva all’intero regno delle immagini, da quelle più umili, anonime e quotidiane alle più astratte e segrete. E, infatti, tutta la sua vita fu una instancabile esplorazione di quel regno. E’ lo stesso criterio che la “Folie Baudelaire” si propone sin dall’inizio di seguire. Tutto l’Ottocento, e Parigi in particolare che ne fu la “capitale”, subirono una invasione di immagini, collegata alla prima rivoluzione industriale e all’espandersi dei mezzi di comunicazione. Baudelaire visse in mezzo a quel turbine e lo indagò con una lucidità ineguagliata, al punto che dobbiamo considerarlo non soltanto il più grande critico d’arte del secolo ma il primo che seppe seguire, fin dall’inizio, quella metamorfosi del regno delle immagini.

Le caratteristiche tecniche del volume prevedono un formato particolarmente congeniale all’opera, maneggevole e adatto alla lettura, ossia di cm. 18,6x27,5 per 432 pagine e circa 280 immagini a colori e/o in bianco e nero a corredo del testo.

Miti di Citta'
Miti di Città

Un viaggio attraverso le più belle città italiane alla ricerca delle nostre origini.

a cura di MAURIZIO BETTINI, MAURIZIO BOLDRINI, OMAR CALABRESE e GABRIELLA PICCINNI - Salvietti e Barabuffi Editori - Progetto grafico Catoni & Associati - Coordinamento editoriale di Monica Granchi.

Il volume ruota attorno ad un tema di grande interesse, sia dal punto di vista storiografico sia da quello del dibattito contemporaneo: la ricerca degli antenati, l’invenzione della genealogia, la definizione dell'identità di gruppo (città, comunità, popoli) attraverso la creazione di un mito di fondazione.

Questo modo di fondare l'identità viene definito, in maniera potente, nell’ambito del mondo romano, e in particolare nella Roma di Augusto: quando Virgilio, con l’Eneide, “inventa” un’antica origine Troiana per il popolo Romano, in questo modo proiettandone le radici nel mitico passato della guerra di Troia e della Iliade. Questo stesso modello - ricerca di un eroe straniero, lontano, o comunque remoto ma illustre - capace di fondare nobilmente un'identità locale, viene poi ripreso innumerevoli volte sia nel Medio evo sia nel periodo rinascimentale. Vengono in questo modo generate numerose leggende locali che, appunto, fondano l'identità del gruppo attraverso "miti di città”.

Il volume contiene quattro saggi di apertura generale, metodologica, critica e storica che introducono l'opera, in un percorso che dagli albori del mito nella classicità porta ai miti di rifondazione delle molte città medievali, fino a quelli di invenzione rinascimentale.

A questa importante sezione storico-introduttiva, fanno seguito una serie di contributi particolari che analizzano e raccontano i più rilevanti miti di fondazione di numerose città italiane che, partendo da Siena (saggio a cura di Giuliano Catoni), accompagnano il lettore lungo tutto il paese da Asti e Torino (Renato Bordone) a Milano (Simone Beta), da Mantova (Barbara Furlotti) a Treviso (Tommaso Braccini), da Verona (Maria Cristina La Rocca) a Padova (Donatella Puliga), da Venezia (Giandomenico Romanelli) a Bologna (Luca Acquarelli), da Genova (Giovanna Petti Balbi) a Firenze (Sergio Raveggi), da Roma (Giuseppe Pucci) a Napoli (Luigi Spina), da Bari (Francesco Porsia) a Palermo (Gianfranco Marrone) fino a Siracusa (Sonia Macrì).

A questi contributi, relativi alle singole città, fa seguito una parte del volume con saggi che affrontano, con una prospettiva trasversale e comparativa, alcuni temi come le “città immaginarie” (Ruggero Pierantoni), una “geografia letteraria” (Antonio Prete), i “miti di celluloide” (Monica Granchi), i “miti dei popoli (Lionello Puppi), le “città figlie dell’ideologia” (Marcello Flores d’Arcais) e i “fantasmi del palazzo” (Alessio Torino).

Caratteristica generale del volume è un costante equilibrio fra rigore scientifico e leggibilità (saranno riportati i testi dei miti fondativi delle città di Roma, Siena, Padova e Mantova a cura di Michele Pellegrini), in modo da creare un'opera che possa interessare un pubblico vasto, anche semplicemente curioso, senza deludere le aspettative di un lettore esperto. Un altro punto di forza del lavoro, è infine costituito dall'uso della iconografia. Le immagini sono ricche, abbondanti e numerose creando un percorso di lettura e di conoscenza dei temi di volta in volta affrontati. Per questo motivo sono sempre frutto di una ricerca specifica e altamente qualificata. Il volume è completato dalla pubblicazione delle leggende di fondazione più interessanti e curiose.

Chiudono l’opera due scritti di Antonio Tabucchi.

 

Ultimo aggiornamento 09.12.2014