Salta i link seguenti

La riforma dei Lorena

Nell’ultimo periodo del governo di Gian Gastone de’ Medici l’amministrazione del Monte dei Paschi e quella del Monte Pio subirono notevoli difficoltà finanziarie. Ma nel 1737, con la morte di Gian Gastone, la famiglia Medici si estinse e la Toscana passò sotto la dinastia dei Lorena che dettero nuovo impulso alla banca. Con il rescritto deI 1759  fu incrementata la potenzialità del Monte, assoggettando nello stesso tempo la sua amministrazione al controllo governativo. In questi anni il Monte ebbe spesso difficoltà a rispondere alle crescenti domande di prestito; la raccolta del risparmio attraverso l’emissione delle sue obbligazioni non poteva infatti oltrepassare il limite del fondo di garanzia che più di una volta fu quindi ampliato dal governo su richiesta della Banca.

Durante i venticinque anni di regno di Pietro Leopoldo, iniziato nel 1765, il controllo governativo sul Monte si accrebbe notevolmente e in particolare nell’ultimo decennio del suo governo la banca subì decisivi mutamenti strutturali, il primo dei quali fu l’unificazione — nel 1784 — del Monte dei Paschi e del Monte Pio sotto il nome di Monti Riuniti. Fu inoltre definitivamente abolita anche la competenza giudiziaria penale e civile per i magistrati del Monte.

Nel 1786 poi, fu deciso che la nuova Comunità civica senese eleggesse ogni tre anni fra i nobili della città otto Deputati — ovvero amministratori - dei Monti Riuniti. Di questa Deputazione faceva parte anche il Provveditore, che già veniva nominato dal sovrano. Quasi tutti membri dell’aristocrazia terriera locale, i nobili senesi incaricati di amministrare la banca non dimenticarono i vincoli che legavano i Monti al territorio e alle istituzioni senesi. Frequenti furono, infatti, le elargizioni caritative decise anche per far fronte a molti problemi di carattere straordinario come il disastroso terremoto che colpì Siena il 26 maggio 1798.
Ultimo aggiornamento 02.03.2007