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Storia della collezione

Possiamo stabilire l’inizio della collezione della Banca Monte dei Paschi di Siena nell’anno 1481, quando i Conservatori del Monte Pio commissionarono a Benvenuto di Giovanni del Guasta una grande pittura murale, oggi nella Sala di rappresentanza del Presidente, raffigurante la Madonna della Misericordia per celebrare la fondazione del Monte di Pietà, avvenuta nel 1472.
La scelta del soggetto rappresentato, la Vergine della Misericordia che protegge sotto il manto il popolo senese, può essere considerata il “manifesto” degli scopi umanitari e sociali del Monte. Infatti, il legame che la Banca ha sempre avuto con la città di Siena e con i suoi artisti è dimostrato anche dalle successive committenze, fatte per ricordare gli eventi salienti della sua storia. Qualche anno dopo, fu ordinato a Bernardino Fungai di eseguire, ai lati dell’affresco della Vergine, le figure dei Santi Bernardino, Caterina da Siena, Antonio e Maria Maddalena e gli stemmi del Comune e del Capitano del Popolo di Siena. Nel 1572 fu commissionato a Lorenzo Rustici un Cristo in Pietà, nel 1576 Arcangelo Salimbeni eseguì per la stanza delle udienze del Monte Pio un Cristo deposto dalla croce e nel 1596 Francesco Vanni, sempre su incarico degli Ufficiali del Monte, dipinse una grande tela con le Storie di Giuseppe l’ebreo. Questo periodo di committenze si chiuse nel 1644 con l’incarico al pittore Raffaello Vanni di dipingere una Vergine col Bambino per l’ingresso della Cancelleria.
Bisognerà attendere la fine del XIX secolo e gli inizi del successivo per ritrovare nuovamente lo spirito della committenza e l’inizio della fase delle acquisizioni di quadri e sculture per l’arredo delle stanze di maggiore rappresentanza. In questo periodo inizia a Siena una stagione di grande fervore artistico, molti edifici pubblici, privati e di culto furono abbelliti da decorazioni parietali. L’origine di questo “risveglio” delle arti, che superò i confini nazionali, si deve all’importante ruolo svolto dell’Istituto di Belle Arti di Siena diretto da Luigi Mussini alla cui scuola si formarono artisti specializzati in tutti i settori della decorazione.
Tra i più importanti committenti senesi si deve ricordare anche la Banca che, avendo acquistato nel 1877 il Palazzo Spannocchi, affidò ad Alessandro Franchi e a Giorgio Bandini, entrambi allievi del Mussini, l’esecuzione dei graffiti del Cortile e, successivamente, nel Palazzo Salimbeni, gli affreschi della sala per le Adunanze della Deputazione, inaugurata nel 1897. Qui lavorarono, accanto al pittore Gaetano Brunacci, le maggiori maestranze del tempo nel campo della falegnameria, dell’intaglio e del ferro battuto, realizzando manufatti di raro pregio. Allo stesso Brunacci sarà commissionata poi la decorazione a “grottesche” della cosiddetta Galleria peruzziana, presentata nel 1902.
Parallelamente a questa attività la Banca inizia ad acquistare tele e sculture, in parte direttamente dagli artisti, ma anche sostenendo il prestigioso concorso “Lazzeretti”, istituito dalle Pie Disposizioni di Siena, attraverso l’acquisizione di opere degli artisti vincitori, che grazie a questo riconoscimento potevano continuare gli studi di perfezionamento per un periodo di tre anni in una città italiana a loro scelta. Appartengono a questo periodo le opere di: Cesare Maccari, Luigi Mussini, Giovanni Dupré, Federigo Papi, Alessandro Fracassi, solo per citarne alcuni.
Nella seconda metà del XIX secolo, con una maggiore intensificazione dagli anni Ottanta, la Banca ha acquistato in modo continuo importanti capolavori d’arte di scuola senese seguendo una linea ben precisa: evitare la “fuga” di dipinti o sculture dal territorio senese e riportare a Siena opere che erano, per motivi diversi, ormai “emigrate” fuori dai confini della città.Anche ai nostri giorni ritroviamo lo spirito della committenza della Banca, con la tela di Valerio Adami raffigurante un’Allegoria sulle origini del Monte dei Paschi.
Il risultato dell’impegno profuso dalla Banca nel recupero e nella valorizzazione del vasto patrimonio artistico senese è documentato dall’importante collezione, oggi in parte visibile in questo nuovo allestimento museale.    
Ultimo aggiornamento 13.04.2012