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Il Processo di Risk Management nel Gruppo Montepaschi

Il Gruppo Montepaschi pone una elevata attenzione al processo di identificazione, monitoraggio, misurazione e controllo dei rischi. Il processo di risk management all’interno del Gruppo è stato ulteriormente potenziato nel corso degli ultimi anni. Ciò è stato reso possibile principalmente a seguito dell’estensione progressiva dei modelli avanzati per finalità gestionali e segnaletiche alle varie entità del Gruppo Montepaschi.

I principi base che caratterizzano il processo di risk management all’interno del Gruppo Montepaschi si basano su una chiara e netta distinzione di ruoli e responsabilità tra le funzioni di controllo di primo, secondo e terzo livello.

Al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo spetta il compito:
  • di definire e approvare gli indirizzi strategici e le politiche di gestione dei rischi;
  • di esprimere, con frequenza almeno annuale, anche quantitativamente in termini di Capitale Economico, il livello complessivo di propensione al rischio di tutto il Gruppo (risk appetite).

Al Collegio Sindacale ed al Comitato Controllo e Rischi spetta invece:

  • la responsabilità di valutare il grado di efficienza e di adeguatezza del Sistema dei Controlli Interni, con particolare riguardo al controllo dei rischi.

All’AD/Direzione Generale spetta il compito di garantire il rispetto delle politiche e delle procedure in materia di rischi. L’Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, istituito in ottemperanza al Codice di autodisciplina delle società quotate, ha la responsabilità di istituire e mantenere un efficace sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Al fine di favorire l’efficienza e la flessibilità nel processo decisionale e agevolare l’interazione tra le differenti funzioni aziendali coinvolte, sono operativi specifici Comitati di Gestione responsabili in materia di rischi.

Il Comitato Rischi della Capogruppo:

  • predispone le policy in materia di risk management;
  • verifica il complessivo rispetto dei limiti assegnati ai vari livelli di operatività;
  • propone l’allocazione del capitale da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Amministrazione;
  • valuta a livello complessivo e delle singole società il profilo di rischio raggiunto e quindi il consumo di capitale  sia di Vigilanza che Economico - così come l’andamento degli indicatori di performance di rischio-rendimento.

Al Comitato Finanza e Liquidità della Capogruppo sono invece attribuiti compiti in materia di:

  • formulazione dei principi e degli indirizzi strategici in materia di Finanza Proprietaria;
  • deliberazione e proposta in materia di esposizioni di rischio tasso e liquidità del Portafoglio Bancario e di definizione delle azioni di Capital Management.

Il Comitato Credito, Politiche Creditizie e Valutazione Crediti della Capogruppo:

  • esprime gli indirizzi in materia di processi del credito ed un parere almeno annuo sulle politiche creditizie, verificandone la sostenibilità commerciale e la coerenza con il Risk Appetite;
  • approva almeno annualmente le policy aziendali sulla “Valutazione Crediti” anche ai fini della successiva rappresentazione in bilancio.

Nell’ambito del Sistema dei Controlli Interni, l’Area Revisione Interna svolge i controlli di terzo livello, la Direzione Rischi i controlli di secondo livello e le BCU i controlli di primo livello.

All’Area Revisione Interna spetta il compito di operare attraverso un’attività indipendente ed obiettiva di “assurance” e consulenza, diretta da un lato a controllare, anche con verifiche in loco, la regolarità dell’operatività e l’andamento dei rischi, dall’altro a valutare la funzionalità del complessivo sistema dei controlli interni, al fine di perseguire anche il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’organizzazione.

La Direzione Rischi, a riporto diretto dell’Amministratore Delegato, riunisce al suo interno la funzione di controllo dei rischi (risk management), la funzione di conformità alle norme (compliance), la funzione di antiriciclaggio e la funzione di convalida interna. Alla Direzione Rischi spetta pertanto il compito di:

  • garantire il funzionamento complessivo del sistema di gestione dei rischi, sovraintendere alla valutazione dell'adeguatezza del capitale e alla definizione del risk appetite congiuntamente con la Direzione CFO;
  • definire gli indirizzi strategici sul portafoglio crediti, assolvere alla funzione di controllo e di conformità e alla funzione antiriciclaggio prevista dalla Legge e di garantire il reporting di rischio agli Organi di Vertice e all'Alta Direzione del Gruppo.

Nell’ambito della Direzione Rischi, in particolare:

  • l’Area Risk Management:
    - definisce le metodologie integrate di analisi e la misurazione del complesso dei rischi incorsi, al fine di garantire un’accurata misurazione ed un costante monitoraggio degli stessi;
    - quantifica il Capitale Economico, quindi l’ammontare minimo di capitale da detenere a copertura di tutti i rischi effettivamente in essere;
    - verifica il rispetto dei limiti operativi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione sulla base dei modelli sviluppati internamente;
    - presidia i criteri di verifica di adeguatezza MiFID dei prodotti e portafogli di investimento offerti alla clientela e di misurazione e monitoraggio del rischio e delle performance ovvero dei prodotti e portafogli da questa detenuti.
  • l’Area Validazione, Monitoraggio e Risk Reporting:
    - verifica nel continuo l’affidabilità dei risultati dei sistemi di misurazione del rischio e il mantenimento della loro coerenza con le prescrizioni normative;
    - convalida i modelli, inclusi quelli non utilizzati ai fini regolamentari;
    - redige l’informativa obbligatoria e l’informativa direzionale sui rischi.

Le Business Control Unit periferiche (BCU), dislocate presso le banche controllate o le principali aree di business della Capogruppo, attuano invece i controlli di conformità sulle operazioni e rappresentano il primo presidio organizzativo sull’operatività, nell’ambito del più generale Sistema dei Controlli Interni.

In linea con i principi previsti dal Nuovo Accordo sull’Adeguatezza Patrimoniale (c.d. “Basilea”) in tema di rischi di Primo Pilastro, il Gruppo Montepaschi, già dal primo semestre del 2008, ha portato a compimento i lavori sui modelli interni per i rischi di credito ed operativi. Ai sensi della Circolare Banca d’Italia 263/2006, in data 12 Giugno 2008 con provvedimento n.647555, il Gruppo Montepaschi è stato formalmente autorizzato dall’Organo di Vigilanza all’utilizzo dei modelli avanzati per la misurazione e la gestione dei rischi di credito (AIRB - Advanced Internal Rating Based) e operativi (AMA – Advanced Measurement Approach), fin dalla prima segnalazione consolidata relativa al  30-06-2008. Successivamente sono proseguiti i lavori per il completamento e l’estensione dei citati modelli per le entità non ricomprese nel perimetro iniziale di validazione.

 

 

 

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