Nell’estate del 2010 è stato scoperto, da un gruppo di ricercatori egiziani ed italiani, un nuovo cratere da impatto meteoritico in una zona estrema del Sahara egiziano, al confine tra la Libia e il Sudan. Tra i protagonisti principali della scoperta, denominata “Kamil Crater”, anche un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Siena; il cratere ha preso il nome della collina vicina, Kamil, così denominata in onore di Hussein Kamil, che fu sultano de’Egitto tra il 1914 al 1917.
La scoperta è stata annunciata ufficialmente da una pubblicazione on-line su “Science express” il 22 luglio 2010; la notizia è stata poi pubblicata da “Science” e da “Geology”.
5 mila anni fa, in questa zona dell’Egitto meridionale dove già avanzava il processo di desertificazione, è precipitato un blocco metallico di una decina di tonnellate e di un metro di diametro. I rilievi geologici e geofisici hanno permesso di risalire alla velocità del meteorite all’impatto con l’atmosfera: 18 km al secondo, e, dopo l’ impatto con l’atmosfera, 3,5 km al secondo. Nell’impatto, il meteorite si è frammentato generando una pioggia di proiettili incandescenti e taglienti arrivati fino a 1 kg di distanza; il corpo impattante è stato classificato come meteore della famiglia delle Ataxiti, ricco di nickel.
Il cratere ha una grande rilevanza scientifica perché è piccolo e ben conservato: in genere questa tipologia di crateri sono destinati ad essere cancellati per l’erosione e la crescita della vegetazione in poco tempo, infatti ad oggi se ne contano solo 15 con diametro inferiore ai 300 metri, contro 176 crateri con diametro maggiore ai 300 km.I frammenti di meteorite raccolti (circa 800 chilogrammi), sono, in parte, conservati ed esposti al pubblico presso il Museo Nazionale dell’Antartide di Siena; 5 kg. di reperti si trovano invece presso il Museo di Storia Nazionale dell’Università di Pisa e i rimanenti presso il Museo Geologico del Cairo.
Banca Monte dei Paschi di Siena, che con la sua partnership nella scoperta (unica nel suo genere) ha consentito la prosecuzione degli studi, ha avuto l’ onore di ricevere dai geologi, in segno di gratitudine, un campione del meteorite.